giovedì 7 novembre 2013

Morte all'ospizio- Prima Parte

Con il corpo sono lì, presente, vigile. L'anima però sembra essere fuoriuscita dalla propria sede, la vedo vagare per la stanza, fluttuante e fluorescente, com'è possibile, sono forse morto? Eppure mi trovo in piedi, dovessi allungare un braccio potrei toccare qualsiasi oggetto, cosa sta accadendo? Mi sovviene che il parroco mi ha sempre mentito al riguardo, non è vero che quando si trapassa, l'anima vola in cielo. Provo a muovere un passo, la gamba destra risponde senza problemi, subito seguita dalla sinistra-Fermo-Giro la testa di scatto e mi ritrovo a fissare quella...quella cosa sospesa a mezz'aria, a nemmeno un metro dal mio volto. La scia impalpabile pulsa di luce viva-Tu non uscirai da questa stanza Alfred-Rido. Sicuramente si tratta di un sogno. Tra poco mi sveglierò in un bagno di sudore e tremante, andrò sotto la doccia e l'incubo svanirà-Un uomo non può vagare senz'anima Alfred, ed io non ti appartengo più- La voce. Quello che mi fa accapponare la pelle è la voce, è la mia, sono io che parlo, eppure non ho mosso le labbra-Chi sei, cosa sei per l'amor di Dio, cosa succede? Anche stavolta la mia bocca rimane serrata, eppure sono sicuro di aver formulato la domanda, come...ecco...ora capisco, stiamo comunicando col pensiero, una sorta di telepatia-Ti racconto una storia Alfred, mettiti comodo e ascolta, tanto non uscirai mai più da questa stanza...